Nella UNI-EN 15635 l’unita’ di carico (UDC) è così definita (sez. 3.25):

“Peso di un singolo elemento immagazzinato, che può essere posizionato o prelevato con una sola operazione”.

Il paragrafo 8 della normativa è dedicato all’ “utilizzo dell’attrezzatura di immagazzinaggio”; al suo interno, la sezione 8.3 tratta delle unità di carico, definendo come alcune caratteristiche intrinseche ed estrinseche delle UDC debbano essere prese in considerazione nell’utilizzo in sicurezza delle attrezzature in magazzino:

  • Peso
  • Stabilità del carico
  • Distanze delle unità di carico

Peso

“Non è consentito collocare sul sistema di immagazzinaggio unità di carico più pesanti di quelle prescritte dal redattore delle specifiche e indicate sui cartelli di carico”

È importante rispettare i limiti di peso tollerati dalla scaffalatura, indicati nella documentazione fornita dal costruttore. Un sovraccarico della struttura può portare a danni, anche ingenti, e ad una forte diminuzione della sicurezza per il personale coinvolto.

Stabilità del carico

“Le merci devono essere accatastate o pallettizzate in modo da essere stabili”

Un’ UDC non stabile può costituire un rischio per l’incolumità del personale di magazzino, sia durante i trasporti con i carrelli, sia da merce ferma sugli scaffali, per il rischio di caduta in caso di urto con la struttura.

Distanze delle unità di carico

“Le dimensioni effettive delle unità di carico non devono essere in conflitto con le distanze previste per l’esercizio in sicurezza (vedere UNI EN 15620).”

Tra le unità di carico deve essere mantenuta una determinata distanza, chiamata ‘interspazio’ (definita: “dimensione nominale tra elementi” al punto 3.4 della normativa). Esiste un interspazio previsto non solo tra le unità di carico, ma anche rispetto alla struttura. Queste distanze sono calcolate in base alla grandezza dell’unità di carico, e sono previste per rendere più agevole e sicura la movimentazione dei carichi.

UNI-EN 15635: L' UNITA' DI CARICO

MOVIMENTAZIONE UNITA’ DI CARICO

“Gli attrezzi portanti devono essere caricati sugli scaffali e prelevati con cura da personale addestrato che utilizzi il tipo corretto di attrezzatura di movimentazione…Occorre, inoltre, garantire che i carichi posti sulle attrezzature di immagazzinaggio siano gli stessi di quelli specificati.” (sez. 8.4.1)

La scelta della tipologia di scaffale deve essere fatta in funzione della tipologia di unità di carico che si deve stoccare e della frequenza con cui i carichi vengono movimentati.

Allo stesso modo va fatta la scelta del carrello.

Congiuntamente al costruttore della scaffalatura, quindi, si effettuerà la scelta, e le indicazioni di movimentazione dovranno essere fatte seguendo le sue direttive.

Inoltre, il trasporto mediante carrello all’interno del magazzino e il carico della scaffalatura deve essere fatto da personale opportunamente addestrato.

“Qualora sia necessario modificare il metodo di posizionamento dei carichi rispetto a quello indicato dal fornitore, deve essere consultato il fornitore o un esperto in materia che esaminano le possibili conseguenze. Modificando l’attrezzatura meccanica possono infatti variare conseguentemente i carichi da posizionare.” (sez. 8.4.1)

L’unità di carico è strettamente connessa all’attrezzatura di immagazzinaggio ed a quella di movimentazione. In caso una di queste variabili debba essere modificata, sarà necessario, insieme al costruttore, fare una valutazione specifica del modo in cui poter adeguare il resto.

“Forze aggiuntive non controllate (urti) possono essere imposte sulle attrezzature di immagazzinaggio a causa di operazioni di carico errate.” (nota 2 sez. 8.4.1)

Questo passaggio è fondamentale per capire perché sia tanto importante effettuare periodicamente una verifica dello stato delle scaffalature. Può infatti accadere che, in fase di movimentazione della merce, un impatto tra il carrello e lo scaffale provochi a quest’ ultimo un danno.

POSIZIONAMENTO DELL’UNITA’ DI CARICO

Nella norma UNI EN 15635 si trova una specifica sezione (E.4) dedicata all’errato posizionamento delle unità di carico, nella quale viene indicato che:

“Se una unità di carico non è posizionata in modo corretto, durante il caricamento le attrezzature di immagazzinaggio sono sottoposte a una forza orizzontale e\o verticale maggiore del normale”. Prosegue: “Per questo motivo si dovrebbe avere sempre un interspazio orizzontale sufficiente secondo la EN.15620 e gli operatori dei carrelli dovrebbero essere addestrati a posizionare correttamente ed accuratamente le unità di carico senza utilizzare come guida le travi posteriori ferma pallet”.

Infine, oltre i movimenti e le distanze da mantenere durante il posizionamento delle UDC, bisogna anche scegliere la corretta ubicazione dell’unità di carico sulla scaffalatura. Nella UNI EN 15635, è indicato che il carico (perchè sia adeguatamente ubicato sulla struttura) deve essere uniformemente distribuito su una coppia di correnti, qualora la sporgenza del pallet e il carico sul corrente anteriore e posteriore siano uguali.

Il ruolo di Struttura Service

Struttura Service, nei suoi dieci anni di attività, ha sviluppato un metodo certificato per lo svolgimento delle verifiche periodiche e della validazione delle scaffalature. Inoltre, offre servizi di formazione, come il corso di ‘corretta posa delle scaffalature’, di ‘valutazione dei rischi specifici in magazzino’ e il corso da PRSES. Tutti i servizi legati alla sicurezza delle scaffalature offerti da Struttura Service sono indicati nel nostro sito. Per maggiori informazioni, vi invitiamo a contattarci.

Maria Vittoria Melò | 26/10/2021 
UNI-EN 15635: L' UNITA' DI CARICO